On the run

Quindi, alla fine, il blog. Con qualcosa come sette anni di ritardo rispetto a tutti gli altri. Preceduti, tra gli altri, da personaggi del calibro di Gabriella Carlucci e Antonio Di Pietro. Non che si pretenda di arrivare a quei livelli li, eh.

Siamo un po’ degli hipster al contrario, insomma (e se chi legge non sa cosa “hipster” voglia dire ci spiace per loro. Ché non sono giovini abbastanza).

Dude, sarà stata una buona idea?

Non saprei, siamo ben lontani dall’abilità retorica di Antonio Di Pietro o dall’acume intellettuale di Gabriella Carlucci, o viceversa. Sicuramente non sono una persona prolissa. Una volta qualcuno mi disse che la mia capacità di sintesi è tale, che se non mi controllo sto proprio zitto. 

Forse, sulla scia del Papa Emerito, avremmo fatto meglio a buttarci su Twitter. 

Per di più, non è ancora propriamente chiaro di cosa dovremmo scrivere.

Guarda, a me va bene tutto. Eccetto i testi delle canzoni tristi e le gif animate.

Se poi vogliamo essere più precisi, potremmo concentrarci sul commento alle notizie di attualità. Con un occhio di riguardo alla politica italiana. La politica italiana è una fonte inesauribile di intrattenimento, si sa. Si potrebbe fare anche un po’ di fact checking, ogni tanto, verificare che le notizie giornalistiche del momento siano fondate. E aggiungere un po’ di sano cazzeggio, che non guasta mai.

Altre idee? E no, i commenti alle partite del Palermo non ce li voglio.

D’accordo per l’attualità. Il fact checking poi è una delle mie attività preferite. In un paese di complottisti come il nostro è impossibile farne a meno. Io, come sai, l’unico complotto in cui credo fermamente, è il PID. Ma un giorno riuscirò a provarlo incontrovertibilmente.

Accolgo i veti su gif animate e testi delle canzoni tristi. Riguardo le partite del Palermo però, ci precluderemmo l’unico argomento su cui poter stabilire collaborazioni con la stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Sicuro di volerlo fare?

È un rischio che dobbiamo correre se vogliamo riuscire stimolare la crescita ed uscire da questa crisi economica che attanaglia il Paese (questo è un argomento che funziona sempre).

Comunque, proprio per cercare di spiegare questo strano paese che è l’Italia a chi ci osserva da fuori, abbiamo pensato che potremmo pubblicare i post sia in italiano che in inglese. Anche perché noi si è “milze in fuga”, no?

Esatto. Milze in fuga.  Perché sempre solo cervelli? Anche le milze hanno una loro dignità di fuggitive. E con questo tentativo di accendere i riflettori su un organo troppo spesso bistrattato, proseguiamo l’opera di illustri predecessori.

Direi  che il nome del blog e la tag-line ci sono. Un dubbio sull’immagine nell’header però. Non ti sembra un po’ troppo ermetica? Non rischiamo di ammazzare l’interesse dei potenziali lettori?

Ammazzare? Ma che ammazzare?

***

Finally, the blog. Some seven years later than everyone else. Following the fine example of people like  former member of the parliament Gabriella Carlucci and former minister Antonio Di Pietro. Not that we could ever reach those peaks.

We’re kinda like reverse hipsters, then (and if who’s reading don’t know what a “hipster” is, we’re sorry for them. ‘Cos they’re not youthy enough.)

Dude, are you sure this is a good idea?

I’m not sure, we’re not even remotely as well spoken as Di Pietro or as smart as Carlucci. And vice versa. One thing is sure though, I’m not that verbose of a person. Someone once told me that I’m so short and sweet that, if I’m not careful, I could even end up saying nothing.

Maybe, as our ex-Pope did, we should go with Twitter.

Also, I’m not quite sure what this blog should be about.

Look, I’m up for just about anything. Maybe with the exception of sad song lyrics and animated gifs.

But, if we want to say it all, we could focus on commenting the latest news. Especially regarding Italian politics. As we know, Italian politics can be particularly entertaining. We could also do some fact checking on Italian newspapers. And – why not? – cock about a little.

Anything else? And nope, I’m strongly against commenting the Italian League soccer matches.

I agree with the news commenting. And I love some good fact checking. Italy is a country teeming with conspiracy theorists, so we really need it. And you know me, the only conspiracy I believe in is the PID. And I swear one day I will prove it.

I agree about the animated gifs and the sad songs. But are you sure you want to ignore the Italian League comment? You know that’s mostly what Italians care about.

Well, it’s a risk it’s worth taking if we want to stimulate the stagnating markets and solve this economic crisis that is strangling the Country (this works every time.)

Anyway, this is about explaining the weird country that Italy is to whom is looking at us from outside, so we thought we could publish our posts both in Italian and English. We’re “runaway spleens” after all, right?

Correct. Runaway spleens. In Italy, “runaway brains” are the young people that flee the Country because of the lack of jobs and opportunities. But why is this always and only about brains? Why does nobody ever think about the spleens? Spleens are people too. As one of our favourite Italian bands, Elio e le Storie Tese, did some years ago (“Spleen, you hurt so much while running the 10 Ks / Thousands of miles, thousands of spleen”), we’ll try and convince everyone about the importance of this organ.

So, we have the blog name and tag line explained. But don’t you think that the header image is a bit too cryptic? Don’t you think this could kill the interest of our readers?

Kill? What are you saying?

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3 responses to “On the run

  1. A proposito di hipster al contrario. Un tizio che seguo, Jeff Atwood (stackoverflow) sta sviluppando un nuovo progetto e ha scelto Ruby. Perché? Perché secondo lui ora che tutti quelli che fanno i fighi con le novità sono altrove è possibile attingere a piene mani dalla maturità della piattaforma. Dategli torto!

    • Io non so dire se il blog, come piattaforma, sia maturato o meno. Penso che sia più o meno sempre allo stesso punto, anzi. Però le “nuove” alternative lasciano un po’ a desiderare. Qui si odia tumblr e instagram, per dire.

      Grazie del primo commento!

      Claudio

      • Il blog è circa quello, come la stratocaster è circa quella dal 1954. Le buone idee resistono al tempo. Quello a cui abbiamo assistito è stata la migrazione dei nuovi comunicatori su altre piattaforme che vengono incontro alla capacità di attenzione dei lettori (Twitter anyone? ahr ahr ahr). Ma ciò ha avuto un risvolto positivo, difatti ho un aggregatore pieno così di blog che vale la pena seguire. Da pochi giorni ci siete pure voi e so che non mi deluderete. Saluti da uno dei “tredici”.

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