Ma hai sentito cosa ha detto quella Boldrini lì sulla rete?

origin_3547080642A: Sì, parli dell’articolo sul sito di Repubblica? La conversazione con Concita De Gregorio?

B: Eh, no quello non l’ho letto, ma ho letto qua e là sulla rete che, siccome ha ricevuto degli insulti su internet, vuole mettere “il bavaglio” al Web. Ho pure condiviso qualcosa al riguardo su Facebook. Ma se ci prova, è la rivoluzione.

A: Beh, le cose non stanno esattamente così. Faresti meglio a leggere l’articolo originale per capire esattamente di cosa si tratta, non credi? Da quando ricopre la sua importante carica istituzionale, Boldrini ha ricevuto insulti sessisti, ma anche raccapriccianti minacce di  violenza e di morte, soprattutto a mezzo internet. A seguito di queste esperienze ritiene sia giunto il momento di porsi il problema dei reati commessi sul web.

B: Ok, ho letto. Ma scusa che c’entra il Web con la violenza sulle donne? Le violenze sulle donne ci sono anche e soprattutto fuori dal Web e c’erano prima del Web.

A: Infatti Boldrini separa la questione della violenza sulle donne da quella dei reati sul web: “Ci sono due temi di cui dobbiamo parlare a viso aperto. Il primo è che quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l’aggressione sessista […]. La seconda questione è se possibile ancora più delicata, riguarda i reati commessi via web.

B: Sì, ma non è possibile che la rete sia ancora vista come una pericolosa scatola oscura in cui tutte le peggiori nefandezze della terra trovano asilo. La rete è fatta di persone reali.

A: Sono d’accordo su questo. Ma lo è anche Boldrini, che infatti afferma: “Se il web è vita reale, e lo è, se produce effetti reali, e li produce, allora non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete rispetto a quel che succede per strada“.

B: In realtà vogliono soltanto mettere a tacere il dissenso. Sanno che il web è l’ultimo baluardo della democrazia e vogliono controllarlo e censurarlo. Come fanno già con la televisione o la radio. Cosa vuoi fare? Mettere leggi speciali per limitare la libertà di espressione e di opinione sul web?

A: No, il contrario. Dice Boldrini: “Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web. Me lo domando, chiedo che si apra una discussione serena e seria“. Ovvero, è possibile pensare a una rete in cui chiunque commetta un reato, che si tratti di vilipendio, di minaccia, di diffamazione o quant’altro, possa essere chiamato a rispondere delle sue azioni, proprio come avviene nel mondo non virtuale?

B: Ok, ma comunque sul web si chiacchera, ci si sfoga, l’atmosfera è quella da bar. Come fai a imbrigliare una conversazione da bar?

A: Beh, ma qui si sta parlando di minacce esplicite, di intimidazioni dirette alla persona, che vanno ben oltre lo sfogo. E poi, specie data la visibilità che la rete può garantire, perché mai dovrebbe essere questo campo franco per ogni comportamento sessista, razzista, violento anche se solo verbalmente o figurativamente? Non ci si dovrebbe sentire minacciati dalla possibilità che i reati sul web possano essere puniti.

B: Scusa, ma la violenza in tv allora?

A: Non credo che se io andassi in televisione a dire che voglio uccidere l’on. Boldrini me la caverei tanto facilmente, eh.

B: Non mi hai convinto. Si tratta di bavaglio, guarda quest’altra cosa che mi hanno appena linkato su Facebook: “Boldrini: basta all’anarchia del web”.

A: Ma non l’ha mai detto, quella è solo un’invenzione del titolista di Repubblica. Nell’intervista non si menziona nessuna anarchia.

B: Guarda qui:

577602_542582012459898_401948888_n

A: Vabbè, mi arrendo.

photo credit: hidden side via photopin cc

Advertisements

4 responses to “Ma hai sentito cosa ha detto quella Boldrini lì sulla rete?

  1. C: esiste già una legge che punisce le minacce, sia su Internet che fuori da Internet. Si chiama Art. 612 del Codice Penale:

    “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa [c.p. 120; c.p.p. 336], con la multa fino a euro 51 .
    Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio.”

    Quindi non c’è bisogno di alcuna legge speciale per imbavagliare il web con la scusa delle minacce.

    • A: C, forse non hai letto bene il post, né le parole della Boldrini. Nessuno, Boldrini compresa, ha invocato una “legge speciale” per “imbavagliare” il web.

      In ogni caso il post voleva più che altro porre il tema della manipolazione e della diffusione disinformata delle notizie, che vengono subito strumentalizzate da tifoserie avverse. Matteo Bordone sul suo blog sintetizza molto efficacemente il fenomeno: “Se uno stupro avviene in automobile, magari non è colpa delle automobili, magari nemmeno dei passaggi e degli autostop, ma non ha senso che gli appassionati di auto si inalberino a difendere le auto, né che qualcuno voglia far demolire tutte le automobili: resta che quello stupro su quella automobile va affrontato per quello che è”.

  2. Sarà…io però non ho mai sentito la Boldrini protestare per tutte le offese sul web che hanno subito, subiscono e subiranno tutte le donne impegnate in politica nelle file del PdL. Chissà perchè.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s