35 anni fa moriva Peppino Impastato

peppinoSono passati 35 anni dalla notte in cui Peppino Impastato veniva ucciso dalla mafia nei pressi di un casolare tra Terrasini e Cinisi. Peppino aveva solo trent’anni, ma il suo esempio ha ispirato più generazioni nella lotta alla mafia, la difesa della legalità. Nel 2000, il bel film di Marco Tullio Giordana, “I Cento Passi”, ha reso nota a livello nazionale la storia di Peppino.

Non ce lo siamo scordati, a Peppino, e vogliamo continuare a ricordarlo. Lo abbiamo fatto raccontando 7 cose, alcune già note a chi ha visto il film e altre un po’ più curiose, sulla sua vita e su quell’Italia degli anni ’70 che ha generato e ucciso uno dei nostri eroi.

1. La figura di Peppino era praticamente ignota fino all’uscita de “I Cento Passi”. Anche la sua morte, che pure avvenne in maniera così clamorosa, era stata oscurata dal ritrovamento, nello stesso giorno, del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Inoltre, la pista dell’omicidio mafioso non fu inizialmente battuta, e la sua figura fu infangata dai depistaggi delle indagini che vollero ricondurre la sua morte a un attentato terroristico suicida.

2. Peppino faceva parte di una famiglia mafiosa. Il padre, Luigi Impastato, era a capo di un piccolo clan, e il cognato del padre, don Cesare Manzella, era capomafia di Cinisi. Non ci sono parole migliori di quelle della madre Felicia per raccontare i conflitti che le battaglie di Peppino generavano in famiglia e la paura per il destino che lo attendeva:

3. I canali attraverso i quali Peppino conduceva le sue battaglie erano tanti. Dai comizi in piazza, al giornale L’idea Socialista di cui è stato cofondatore (quello del famoso articolo “Mafia, una montagna di merda”), dal circolo Musica e Cultura alla radio libera Radio Aut. E’ proprio alla radio, fondata da Peppino nel 1977, che sono state consegnate alcune delle denunce più dirette e delle satire più irriverenti ai danni della mafia di Cinisi. E’ rimasta celebre ad esempio la “Cretina Commedia” parodia dell’Inferno dantesco, con attori i personaggi della politica e della mafia di Cinisi. In merito alla puntata del 7 aprile 1978 (circa un mese prima della morte di Peppino) della trasmissione Onda Pazza, Salvo Vitale, amico e compagno di molte battaglie dichiarò:

Due fatti caratterizzano quest’Onda pazza e costituiscono, a parer nostro, uno dei moventi dell’omicidio di Peppino: il progetto Z-10 e il progetto della costruzione del palazzo abusivo. La loro approvazione era avvenuta con la massima cautela e non doveva essere pubblicizzata prima delle elezioni, stando a quanto ci aveva riferito Peppino, il quale ne era venuto a conoscenza, non si sa attraverso quale canale, e aveva sputtanato la cosa, sia alla radio, sia nel suo ultimo comizio.

4. Peppino inizia la sua attività politica da giovanissimo. A 17 anni aderisce al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP). A 20 anni inizia la sua partecipazione, con ruolo di dirigente, alle attività dei gruppi comunisti, tra cui le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo. Peppino si candida invece con Democrazia Proletaria a consigliere comunale nelle elezioni del 78, anno della sua morte all’età di 30 anni. Ucciso durante la campagna elettorale, alle elezioni del 14 maggio ricevette comunque 260 voti, che lo elessero, simbolicamente, consigliere comunale.

5. Negli anni dell’attivismo antimafia di Peppino, Gaetano Badalamenti era un esponente di primissimo piano di Cosa Nostra. Il boss è infatti stato a capo della Commissione mafiosa dal 1974 al 1978, quando fu messo in minoranza da Riina e sostituito da Michele Greco. Badalamenti si trovava inoltre al centro di un enorme traffico di stupefacenti (eroina in particolare) che aveva negli USA il suo principale mercato e che venne nominato “Pizza Connection”. Inoltre, il boss poteva vantare contatti politici a livello nazionale. Uno di questi pare fosse Giulio Andreotti, che La corte di Cassazione nell’ottobre 2004 ha decretato intrattenesse rapporti “amichevoli e talvolta anche diretti” con Badalamenti e Stefano Bontate, favoriti da Salvo Lima attraverso i cugini Salvo.

6. L’appena nominato maggiore dei Carabinieri Antonio Subranni, in qualità di comandante del Reparto operativo del comando provinciale di Palermo, fu a capo delle indagini sulla morte di Peppino ed è ritenuto il principale responsabile del depistaggio dall’ipotesi mafiosa a quella terroristica. Accusa per la quale è attualmente indagato dalla Procura di Palermo. Nominato Generale nel 1990, sotto il suo comando fu arrestato Toto Riina. Fu indagato dalla DDA di Palermo, per favoreggiamento della latitanza del boss Bernardo Provenzano. L’ambito è quello della cosiddetta “trattativa stato-mafia”, di cui il Generale sarebbe stato il maggiore riferimento istituzionale, essendo il superiore dell’allora colonnello Mario Mori e dell’allora capitano Giuseppe De Donno, ritenuti i principali attori della trattativa. La recentemente scomparsa Agnese Borsellino, moglie di Paolo, ha rivelato che il marito, poco prima della sua morte, le aveva confidato: “Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era punciutu” cioé affiliato alla mafia.

7. Gaetano Badalamenti è stato condannato come mandante dell’omicidio di Peppino nel 2002, 24 anni dopo che il fatto era accaduto. Prima di giungere alla condanna, il caso era stato archiviato due volte, nel 1984 e nel 1992. Badalamenti, che era già stato condannato nel 1987 a 45 anni di reclusione negli USA per il “Pizza Connection” sarebbe morto il 29 aprile 2004 all’età di 81 anni nel centro medico federale del penitenziario di Devens nel Massachusetts.

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3 responses to “35 anni fa moriva Peppino Impastato

  1. Nel punto 3 si cita una frase di una trasmissione avvenuta prima della morte di Peppino, ma nella frase citata sembrerebbe che Peppino fosse già morto. Errore di citazione o già si sapeva qualcosa?

    • No, non è un errore di citazione. La frase è tratta da “10 anni di lotta contro la mafia: bollettino del Centro siciliano di documentazione”, pubblicato nel luglio del 1978 (circa due mesi dopo la morte di Peppino), ma si riferisce a una puntata di Onda Pazza dell’aprile precedente (circa un mese prima della morte).

      Alessandro

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